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Piccolo schema che illustra sinteticamente il funzionamento del condizionamento operante

Condizionamento operante: storia di un gatto e un topo

Dopo aver parlato del condizionamento classico, oggi il nostro viaggio affrontando il condizionamento operante: una forma di apprendimento in cui la risposta volontaria viene rafforzata o indebolita a seconda che le sue conseguenze siano favorevoli o sfavorevoli. (Feldman, Amoretti, & Ciceri, 2014, p. 154)

C'erano una volta un gatto e un topo

Il gatto: l'effetto Thorndike

Come nel caso del condizionamento classico, anche in questo caso tutto ha avuto inizio con due amici pelosini: un gatto e un topo.

Un giorno, ad un signore di nome Edward Thorndike venne l’idea di chiudere un gatto in una gabbia e di mettere all’esterno, in bella vista, del cibo. Come potete immaginare, il gatto cercò subito di uscire in tutti modi. Girando per la gabbia, calpestò con la zampa un asse collegato ad un meccanismo di corde: la porta si aprì, il gatto escì e andò mangiare. Se ripetessimo questo piccolo esperimento più volte, rimettendo il gatto nella gabbia, ci accorgeremmo che il nostro amico felino diventerebbe sempre più veloce a trovare il “pulsante di uscita”.

Un gatto appoggia la zampa su un meccanismo a pressione
Gabbia di Thorndike (*)

Il topolino: la gabbia di Skinner

Questo esperimento fu d’ispirazione per il lavoro di un altro simpatico scienziato: Burrhus Skinner. Egli decise di studiare il comportamento di un topo, chiudendolo in una gabbia che poi prenderà il suo nome. In questa gabbia c’è una leva collegata ad un distributore di cibo: abbassando la levetta si ottiene il cibo. Le prime volte, il topolino potrebbe premere la leva per caso. Con il passare del tempo, però il topolino associa l’abbassamento della levetta al cibo e la abbasserà di proposito  più volte fino ad ottenere cibo a sazietà.

Un topolino bianco chiuso in una gabbia preme un pulsante con la zampina
(**) Gabbia di Skinner

Condizionamento: rinforzo e rinforzatori

Skinner ritiene che l’apprendimento segua la legge dell’effetto di Thorndike e che sia una questione di prove ed errori: se il comportamento (o l’azione) ha per noi una conseguenza positiva, tenderemo a ripeterla; se, invece, le conseguenze sono negative, l’abbandoneremo (Fiore, 2018)

Definiamo il condizionamento operante

Adesso che abbiamo posizionato i primi mattoncini, possiamo andare avanti, approfondendo meglio la conoscenza del condizionamento operante.

Skinner lo definisce in questo modo: una forma di apprendimento in cui la risposta volontaria viene rafforzata o indebolita a seconda che le sue conseguenze siano positive o negative (Feldman, Amoretti, & Ciceri, 2014, p. 154).  

Piccolo schema che illustra sinteticamente il funzionamento del condizionamento operante

Rinforzo e rinforzatori

A questa definizione sono connesse due parole importanti: rinforzo e rinforzatore:

  1. Rinforzo: processo con cui uno stimolo aumenta la probabilità che un comportamento precedente venga ripetuto (Feldman, Amoretti, & Ciceri, 2014, p. 154). Traduciamo dallo “psicologichese” tornando al nostro topolino: in questo caso, il rinforzo è l’arrivo del cibo. Il fatto che ogni volta che il topolino preme la leva cada del cibo nella gabbia, fa sì che il nostro piccolo amico abbassi la leva più spesso in futuro (e che quindi ripeta il comportamento).
  2. Rinforzatore: qualsiasi stimolo che aumenti la probabilità che un comportamento precedente venga ripetuto (Feldman, Amoretti, & Ciceri, 2014, p. 154). Skinner distingue due tipi di rinforzatori: positivo e negativo:
    • Positivo: se aggiunto all’ambiente aumenta la probabilità che un comportamento precedente venga ripetuto. Nel caso del topolino si tratta del cibo. Un altro esempio di rinforzo positivo è dare a un cane una ricompensa quando si siede (fai in modo che il cane impari a sedersi) (Psicosocial.it, Ultimo accesso: 1 Novembre 2023).
    • Negativo: se tolto dall’ambiente aumenta la probabilità che un comportamento precedente venga ripetuto. Nel caso del topo, si tratta della corrente elettrica. Vedete, dopo il primo esperimento con il cibo, lo Skinner ha effettuato un secondo esperimento elettrificando leggermente il pavimento della gabbia e aggiungendo una seconda leva: premendola la corrente smette di scorrere. Provando e riprovando il topo capisce che la seconda leva disattiva la corrente lungo il pavimento facendolo stare meglio. La corrente è un rinforzatore negativo perché il fatto che premendo la leva la corrente sparisca spinge a ripetere quel comportamento in futuro. Un secondo esempio di questo tipo di rinforzo è quello di digitare il codice dell’antifurto per farlo smettere di suonare (Psicosocial.it, Ultimo accesso: 1 Novembre 2023).

Rinforzo VS Punizione

Il rinforzo negativo non è la punizione. Essa infatti ha l’obbiettivo di ridurre la frequenza di un comportamento, far sì che accada meno spesso. Come abbiamo visto, invece, il rinforzo aumenta la frequenza di un comportamento.  Un esempio di punizione può essere quello di spegnere la console di un bambino che non ha raccolto i suoi vestiti (riduce il comportamento di non raccogliere i vestiti). Per essere davvero efficace, una punizione deve dare, oltre a informazioni sul comportamento punito (sei in castigo perché…) dovrebbe contenere anche suggerimenti su un comportamento più desiderabile (es. anziché urlare, avresti potuto avvicinarti) (Feldman, Amoretti, & Ciceri, 2014).

Programmi di rinforzo

Skinner parla anche di programmi di rinforzo. Essi differiscono in base alla frequenza con cui viene dato il rinforzo:

  • Programma di rinforzo continuo se il rinforzo viene dato ogni che si esegue eseguito un dato comportamento: il cibo che arriva ogni volta che il topo preme la leva.
  • Programma di rinforzo intermittente se il rinforzo viene dato ogni tanto: il cibo che arriva ogni due pressioni sulla leva da parte del topo.

Condizionamento operante VS condizionamento classico

Ora che abbiamo conosciuto meglio il condizionamento operante possiamo confrontarlo con il condizionamento classico. La maggiore differenza tra i due tipi di condizionamento risiede nel tipo di comportamento su cui agisce: il condizionamento classico punta su comportamenti involontari / biologici (pensiamo allo sbavare di Perseo), il condizionamento operante si “lavora” sui comportamenti volontari.

Parole nuove

In questo articolo abbiamo imparato il significato di:

  • Condizionamento operante.
  • Rinforzatore positivo.
  • Rinforzatore negativo.
  • Punizione

Prossimamente...

Nel prossimo articolo parleremo di apprendimento latente e apprendimento per osservazione

Riferimenti bibliografici

(*)   https://sofiasollazzo1p20162017.blogspot.com/2017/03/edward-thorndike.html 

(**) https://www.psicosocial.it/condizionamento-operante/


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